L’ascesa dell’“AI slop”: quando YouTube e i social media diventano discariche digitali

Che cos’è l’“AI slop”?

Il termine AI slop indica contenuti di bassa qualità, prodotti in massa grazie all’intelligenza artificiale. Spesso assurdi, scioccanti o persino razzisti, questi brevi video non sono pensati per piacere, ma per catturare l’attenzione — anche solo per pochi secondi. Questo fenomeno è sufficiente a manipolare gli algoritmi di piattaforme come TikTok, Instagram e YouTube, creando un mercato redditizio di micro-profitti moltiplicati all’infinito dalla potenza dell’IA.

È sufficiente contaminare gli algoritmi di TikTok, Instagram o YouTube, e così generare entrate pubblicitarie.” (Le Monde, 2025)

L’ascesa dell’AI slop fa parte di una tendenza più ampia chiamata enshittification, un termine coniato dall’autore Cory Doctorow nel 2022. Esso descrive il degrado deliberato dell’esperienza utente a favore della redditività. Le piattaforme oggi privilegiano contenuti economici e automatizzati rispetto alla creatività e al valore umano.

Questa enshittification sta rovinando le comunità online su Pinterest, competendo per i ricavi con gli artisti su Spotify e inondando YouTube di contenuti di scarsa qualità.” (The Guardian, 2025)

Inoltre, l’esposizione ripetuta all’AI slop distrugge la capacità di concentrazione, la motivazione e il pensiero critico. Il termine brainrot (“marciume cerebrale”), scelto dall’Oxford University Press come Parola dell’Anno 2024, descrive proprio questo declino cognitivo, alimentato da video concepiti per un consumo privo di consapevolezza.

YouTube ha inizialmente cercato di arginare l’AI slop bloccando i ricavi pubblicitari per i canali che pubblicano contenuti ripetitivi o “inautentici”.

Source: The Guardian

Ma sorprendentemente, nel settembre 2025, YouTube ha annunciato l’integrazione di strumenti nativi di generazione di contenuti tramite IA direttamente sulla piattaforma (YouTube Official Blog, 2025). Questa decisione sembra contraddire le promesse di combattere l’AI slop, ma è perfettamente coerente con un obiettivo chiave: massimizzare l’attenzione (e i profitti).

Allo stesso tempo, l’AI slop è diventato anche un business:

Corsi di formazione promettono guadagni passivi grazie all’IA, ma la realtà è diversa: la maggior parte dei canali genera entrate minime, mentre YouTube sta inasprendo le regole di monetizzazione.

Un modello economico precario: sebbene un video possa essere prodotto in 30 minuti e ottenere milioni di visualizzazioni, la redditività a lungo termine è incerta e la qualità inesistente.

L’AI slop non è una moda passeggera, ma il sintomo di un cambiamento profondo: la priorità data alla quantità e all’attenzione immediata rispetto alla qualità e al valore. Integrando strumenti nativi di IA, YouTube sembra avallare questa tendenza, rischiando di perdere ciò che ne aveva decretato il successo: la diversità e la profondità dei contenuti umani.


Sitografia

  • Bharadia, P. (2025). Cat soap operas and babies trapped in space: The ‘AI slop’ taking over YouTube. The Guardian.

  • Le Van, Q. (2025). Le business du «brainrot»: Quand polluer les réseaux sociaux avec des mini-vidéos absurdes rapporte très gros. Le Monde.

  • Berrada, D. (2025). Unpacking the magic of our new creative tools. YouTube Official Blog.

  • Oxford University Press. (2024). Brainrot. Oxford Word of the Year.

  • Spline LND. (2025). YouTube creuse sa propre tombe [Video]. YouTube.

_TAGS

_PARTNER